Arabia Saudita e Grecia puntano ad accelerare la cooperazione energetica e l’interconnessione
La dichiarazione congiunta dopo la visita del premier greco del 25 ottobre ha evidenziato il collegamento elettrico, le rotte marittime dell’energia e possibili esportazioni di idrogeno, senza annunciare un progetto completato.
- Data di pubblicazione: 2026-10-25
- Categoria: Petrolio e gas
- Fonte originale: Saudi Press Agency
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La dichiarazione collega sicurezza energetica e cooperazione
Arabia Saudita e Grecia hanno pubblicato una dichiarazione congiunta a Riyadh il 25 ottobre, al termine della visita ufficiale del primo ministro Kyriakos Mitsotakis. Il testo è stato diffuso dall’Agenzia di stampa saudita. La Grecia ha apprezzato il ruolo saudita nella stabilità dei mercati petroliferi; entrambi i governi hanno sottolineato la sicurezza dei corridoi marittimi internazionali per garantire flussi energetici ininterrotti.
La dichiarazione esprime preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche e cita l’oleodotto Est-Ovest come rotta alternativa di esportazione che l’Arabia Saudita ha utilizzato per sostenere continuità e resilienza. È un inquadramento diplomatico del ruolo della condotta; non annuncia ampliamenti, nuovi attacchi o cambiamenti delle operazioni correnti.
L’interconnessione elettrica è una priorità dichiarata
Le parti hanno ribadito l’importanza del memorandum di cooperazione energetica del 2022, che include un progetto di interconnessione elettrica saudita-greca, e si sono impegnate ad accelerare la cooperazione in questo ambito strategico. Riyadh ha definito il progetto una delle iniziative di collegamento volte a fare del Regno un hub per scambio ed esportazione di elettricità.
Secondo la dichiarazione, il progetto dovrebbe consentire scambio ed esportazione elettrica, rafforzare sicurezza e affidabilità delle reti collegate e connettere la rete saudita all’Europa attraverso la Grecia. Non sono indicati tempi, finanziamenti, capacità, percorso, permessi o accordi commerciali. Accelerare la cooperazione è quindi un segnale politico, non la prova che il collegamento sia già stato costruito.
Idrogeno, rinnovabili e cooperazione sul carbonio
I governi intendono esplorare esportazioni di idrogeno pulito dall’Arabia Saudita alla Grecia e poi verso centri di domanda di altri Paesi UE. Hanno inoltre invocato investimenti in energia convenzionale e rinnovabile e petrolchimica, oltre alla cooperazione sull’efficienza in edifici, industria e trasporti.
Sul clima, hanno sostenuto la collaborazione nelle applicazioni dell’economia circolare del carbonio nel quadro delle Nazioni Unite e dell’Accordo di Parigi. Sono aree di cooperazione, non progetti finanziati specifici o obiettivi di emissione quantificati. La dichiarazione non fissa volumi, date di consegna, contratti d’acquisto né tecnologie di produzione e trasporto.
La rilevanza commerciale dipende dall’attuazione
Il valore concreto del comunicato dipenderà dal lavoro degli organismi bilaterali esistenti e dalle decisioni sui singoli progetti. Per integrare le reti, le successive evidenze dovrebbero comprendere studi tecnici, tracciato e punti di approdo, autorizzazioni, ripartizione dei costi, calendario e regole per il commercio transfrontaliero. La dichiarazione del 25 ottobre non specifica questi elementi.
Le esportazioni di idrogeno richiedono produzione, certificazione, trasporto e accordi con acquirenti; non sono indicati volumi o decisioni d’investimento. Il testo elenca anche connettività digitale, IA, logistica e aviazione civile, che non vanno confuse con il collegamento energetico. L’annuncio registra l’intenzione di approfondire i rapporti, lasciando aperti dettagli commerciali e ingegneristici.